Questa è la seconda parte di un lavoro scientifico  in collaborazione con il corso di laurea in fisioterapia  dell’Università Vita-Salute,  Ospedale San Raffaele,  direttore Ft. Roberto Gatti. 

 

Dottorando: Bassi Raffaele (trattandosi di un abstract per un convegno ed essendo Serena autrice della prima parte del lavoro)…

Supervisore: Aina Alessandro

 

Progetto di studio: Studio in corso

 

Contesto:

Il dolore al collo è una condizione clinica comune causata da diversi fattori, tra cui i cambiamenti nella postura e nella mobilità cervicale [1]. Il metodo McKenzie di Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT) si occupa anche dei disturbi del collo. I movimenti cervicali ripetuti sono la principale strategia diagnostica e terapeutica utilizzata nella MDT [2]. Il più utilizzato è il movimento di retrazione del collo, che consiste nel tirare la testa e il collo posteriormente in una posizione in cui la testa è allineata al torace, mantenendo lo sguardo rivolto in avanti (fig.1). Nella letteratura scientifica la retrazione del collo non è ancora stata studiata in modo approfondito, anche se può rappresentare un metodo efficace per trattare i sintomi, ottenere la centralizzazione del dolore, migliorare la ROM e correggere la postura della testa. Ad oggi, nessun articolo ha analizzato l’effetto della retrazione ripetuta sulle prestazioni di forza e pochi hanno trattato l’attività EMG correlata degli arti superiori.

 

Scopo:

studiare l’effetto di 30 retrazioni ripetute del collo sulle prestazioni di forza degli arti superiori, sulla postura e sulla mobilità della colonna cervicale in soggetti sani.

Materiali e metodi: sono stati reclutati 50 soggetti sani e assegnati in modo casuale a due gruppi: CTRL (controllo), INT (intervento). 25 soggetti (CTRL) hanno eseguito in posizione seduta 3 serie di 10 movimenti di flessione-estensione cervicale, mentre 25 soggetti (INT), nella stessa posizione, hanno completato 3 serie di 10 retrazioni del collo.

Ciascun soggetto è stato valutato sia al basale (T0) che al termine dei movimenti ripetuti (T1) in termini di: range di movimento cervicale, postura di riposo della testa, forza degli arti superiori (‘) e attività elettromiografica. Per quanto riguarda la valutazione della forza, è stata valutata la forza palmare e di presa utilizzando dinamometri Jamar e Pinch, la contrazione isometrica nell’abduzione della spalla e la flessione-estensione del gomito utilizzando il dinamometro Biodex. Durante la contrazione isometrica misurata da Biodex, è stata rilevata l’attivazione EMG del deltoide, del bicipite e del tricipite brachiale. Tutte le valutazioni sono state bilaterali.

 

Risultati:

Sebbene l’analisi dello studio non sia ancora conclusa, i risultati provvisori di 16 soggetti (8 CTRL, 8 INT) mostrano un miglioramento significativo nel gruppo di intervento in termini di range di movimento cervicale, forza (estensione del gomito sinistro) e attivazione EMG del deltoide destro.

 

Discussione:

Sono necessarie ulteriori analisi per verificare in modo approfondito questo fenomeno, prima di elaborare qualsiasi ipotesi sulle ragioni (rafforzare la validità di queste ipotesi).

 

Riferimenti:

[1] Bovim, G. Schrader, H. Sand, T. Neck pain in general population. Spine. 1994;19:1307-1309

[2] McKenzie R. The cervical and thoracic spine: mechanical diagnosis and therapy. 1a ed. Spinal Pubblication, New Zealand Ltd; 1990

 

Questa è la seconda parte di un lavoro scientifico  in collaborazione con il corso di laurea in fisioterapia  dell’Università Vita-Salute,  Ospedale San Raffaele,  direttore Ft. Roberto Gatti. 

 

Dottorando: Bassi Raffaele (trattandosi di un abstract per un convegno ed essendo Serena autrice della prima parte del lavoro)…

Supervisore: Aina Alessandro

 

Progetto di studio: Studio in corso

 

Contesto:

Il dolore al collo è una condizione clinica comune causata da diversi fattori, tra cui i cambiamenti nella postura e nella mobilità cervicale [1]. Il metodo McKenzie di Diagnosi e Terapia Meccanica (MDT) si occupa anche dei disturbi del collo. I movimenti cervicali ripetuti sono la principale strategia diagnostica e terapeutica utilizzata nella MDT [2]. Il più utilizzato è il movimento di retrazione del collo, che consiste nel tirare la testa e il collo posteriormente in una posizione in cui la testa è allineata al torace, mantenendo lo sguardo rivolto in avanti (fig.1). Nella letteratura scientifica la retrazione del collo non è ancora stata studiata in modo approfondito, anche se può rappresentare un metodo efficace per trattare i sintomi, ottenere la centralizzazione del dolore, migliorare la ROM e correggere la postura della testa. Ad oggi, nessun articolo ha analizzato l’effetto della retrazione ripetuta sulle prestazioni di forza e pochi hanno trattato l’attività EMG correlata degli arti superiori.

 

Scopo:

studiare l’effetto di 30 retrazioni ripetute del collo sulle prestazioni di forza degli arti superiori, sulla postura e sulla mobilità della colonna cervicale in soggetti sani.

Materiali e metodi: sono stati reclutati 50 soggetti sani e assegnati in modo casuale a due gruppi: CTRL (controllo), INT (intervento). 25 soggetti (CTRL) hanno eseguito in posizione seduta 3 serie di 10 movimenti di flessione-estensione cervicale, mentre 25 soggetti (INT), nella stessa posizione, hanno completato 3 serie di 10 retrazioni del collo.

Ciascun soggetto è stato valutato sia al basale (T0) che al termine dei movimenti ripetuti (T1) in termini di: range di movimento cervicale, postura di riposo della testa, forza degli arti superiori (‘) e attività elettromiografica. Per quanto riguarda la valutazione della forza, è stata valutata la forza palmare e di presa utilizzando dinamometri Jamar e Pinch, la contrazione isometrica nell’abduzione della spalla e la flessione-estensione del gomito utilizzando il dinamometro Biodex. Durante la contrazione isometrica misurata da Biodex, è stata rilevata l’attivazione EMG del deltoide, del bicipite e del tricipite brachiale. Tutte le valutazioni sono state bilaterali.

 

Risultati:

Sebbene l’analisi dello studio non sia ancora conclusa, i risultati provvisori di 16 soggetti (8 CTRL, 8 INT) mostrano un miglioramento significativo nel gruppo di intervento in termini di range di movimento cervicale, forza (estensione del gomito sinistro) e attivazione EMG del deltoide destro.

 

Discussione:

Sono necessarie ulteriori analisi per verificare in modo approfondito questo fenomeno, prima di elaborare qualsiasi ipotesi sulle ragioni (rafforzare la validità di queste ipotesi).

 

Riferimenti:

[1] Bovim, G. Schrader, H. Sand, T. Neck pain in general population. Spine. 1994;19:1307-1309

[2] McKenzie R. The cervical and thoracic spine: mechanical diagnosis and therapy. 1a ed. Spinal Pubblication, New Zealand Ltd; 1990